Studio e sport: un binomio vincente

La possibilità di dedicarsi regolarmente allo sport non è scontata, soprattutto tra i ragazzi.

La scelta di praticare attività fisica è legata soprattutto ai benefici che garantisce: assicura un adeguato sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare, regola il metabolismo, favorisce la socializzazione e, se fatta nel modo corretto, è piacevole e divertente.

Spesso sono i genitori a insistere perché i propri figli pratichino almeno una disciplina sportiva. Sento pronunciare di frequente frasi come “almeno uno sport lo deve fare” e altrettanto spesso “ha troppo da studiare… non ce la fa, quindi deve interrompere”. Non appena il rendimento scolastico inizia a calare, la prima rinuncia che lo studente si trova ad affrontare è proprio lo sport.

Altro caso, invece, quello in cui lo studente preferisce l’attività sportiva al rendimento scolastico: ecco che la pratica dello sport può diventare oggetto di un vero e proprio ricatto che il genitore pensa − erroneamente − di utilizzare come stimolo e sostegno per lo studio. “Se non vai bene a scuola, ti faccio smettere!” come se, per magia, tutto si aggiustasse e la motivazione scolastica riemergesse in maniera automatica. Di solito non accade, anzi, le statistiche dimostrano che chi va bene a scuola è anche un ottimo sportivo e viceversa.

Il rimedio va trovato altrove, magari invitando lo studente a migliorare la propria organizzazione e impiegare meglio il proprio tempo, trovando il metodo che gli consenta di portare a termine tutti gli impegni. La persona, e quindi anche lo studente, adotta tutti i giorni delle strategie per riuscire nei vari compiti o nelle situazioni che si presentano, e molto spesso lo sport aiuta a tirare fuori lati del carattere e atteggiamenti che si rivelano di supporto nella vita scolastica. E vale anche il contrario. Tutto può contribuire a far emergere il  meglio di noi stessi.

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